Omaggio a S.S. Giovanni Paolo II

Di: Design&Pittura in mostra | 26/09/2020 17:57:26
Comunicato stampa
In esposizione ritratti del Papa e il progetto per un
monumento-chiesa dedicato al pontefice polacco
Omaggio a papa Giovanni Paolo II:
Cracovia ospita una mostra del pittore Lorenzo D’andrea e dell’architetto Gaetano Callocchia

L’iniziativa ha raccolto il plauso del cardinale Stanislaw
Dziwisz, segretario di Papa Wojtyla
Nell’86° anniversario della nascita di Karol Wojtyla e a poco più di un anno dalla morte, due artisti italiani rendono omaggio a Papa Giovanni Paolo II, nella sua Cracovia.
L’architetto romano Gaetano Callocchia e il pittore versiliese Lorenzo D’Andrea sono gli autori della mostra “Omaggio a S.S. Giovanni Paolo II”, allestita nel museo arcidiocesano di Cracovia dal 6 maggio al 31 agosto.
Un tributo alla figura del papa polacco che ha raccolto l’immediato plauso del cardinale di Cracovia Stanislaw Dziwisz, per 27 anni segretario di Papa Wojtyla, e del direttore del Museo arcidiocesano, monsignor Andrzej Jozef Nowobilski.
La mostra, allestita a pochi giorni dalla visita di Papa Benedetto XVI, vede l’esposizione di una quarantina di ritratti di Giovanni Paolo II di grande bellezza e naturalezza, con il papa polacco in preghiera, in meditazione, sorridente o sofferente, in momenti particolarmente significativi per la Chiesa e per il mondo, come dinanzi al Muro del pianto a Gerusalemme. Immagini frutto della grande maestria del pittore D’Andrea, di forte intensità; basti osservare il quadro che ritrae il papa con la croce, in preghiera (un olio su tela di 200x100cm) donato dall’artista al cardinale Stanislaw Dziwisz e, quindi, alla Chiesa di Cracovia a testimonianza dell’attaccamento dell’Italia al pontefice e uomo Wojtyla.
Lo stesso sentimento che ha ispirato l’architetto Callocchia nel progettare un monumento-chiesa che ricorda la figura del mantello del papa, richiamando così la missione protettrice della Chiesa.
Il progetto viene presentato, in anteprima, proprio a Cracovia, esposto con gli studi di fattibilità ma anche con un modello in argento e uno in metallo e vetroresina di circa 3 metri e mezzo di altezza. All’interno la riproduzione dell’immagine del papa in preghiera e, nella massima essenzialità, solamente una sedia-inginocchiatoio, disegnata dallo stesso architetto. Il progetto, ispirato dunque al mantello del pontefice, attraverso un richiamo immediato alla figura ma anche alla personalità paterna di Karol Wojtyla, potrebbe diventare presto una grande chiesa, improntata all’essenzialità delle forme, per invitare al raccoglimento e alla preghiera. Ma al contempo ricca di elementi simbolici: le quattordici stazioni della Via Crucis, realizzate attraverso l’incisione di numeri romani sulla parete dai quali filtra all’interno la luce; il pavimento progettato in modo tale da sembrare convesso, come se la chiesa sovrastasse il globo terrestre, permettendo così alla luce di diffondersi sulle pareti, dando la sensazione di una struttura sospesa.
La mostra, che dopo il debutto in terra polacca sarà allestita anche in Italia, è accompagnata da un catalogo in italiano, polacco e inglese, curato dall’architetto Arianna Callocchia, composto da due sezioni: “Ecclesiae” di Gaetano Callocchia con i dettagli del progetto per il monumento-chiesa e “Imagines” di Lorenzo D’Andrea con la riproduzione dei quadri in esposizione.
Impreziosiscono la pubblicazione gli interventi del cardinale Stanislaw Dziwisz, del senatore Giulio Andreotti, del direttore del Museo arcidiocesano di Cracovia Andrzej Jozef Nowobilski, di Ernesto Olivero, del francescano Zdzislaw J. Kijas preside della Pontificia Facoltà Teologica San Bonaventura – Seraphicum, di monsignor Giangiulio Radivo e della poetessa fiorentina Franca Bacchiega.
SCHEDA SULLA MOSTRA
Gaetano Callocchia, architetto con studio a Roma, svolge la sua attività di libero professionista sia in Italia che all’estero, per enti pubblici e privati. Si occupa di progettazione architettonica ex novo, ristrutturazioni, restauri monumentali, arredamento d’interni, design. E’ docente e consulente in materia di antincendio e sicurezza. Oltre a diverse pubblicazioni a carattere tecnico, ha curato il libro “Giovanni Paolo II – 2 aprile 2005: un evento mediatico” (Edizioni OCD, 2006).
Lorenzo D’Andrea, pittore, vive tra la Versilia e la Sardegna. Nel 1961 la prima mostra personale che dà il via a una intensa attività artistica. Espone in tutta Italia, nel 1985 debutta a Londra, cui seguono presto Germania e Svizzera. Stimolanti i contatti, a Parigi, con Chagalle e Mirò, così come con Moore, Cascella e Guttuso. Nel 2000 il senatore Giulio Andreotti gli commissiona un ritratto di S.S. Giovanni Paolo II, mentre nel 2001 tiene, in Versilia, una grande mostra con ben 250 ritratti.
“Plaudo a questa iniziativa di due artisti italiani: l’architetto Gaetano Callocchia e il pittore Lorenzo D’Andrea che con il loro lavoro vogliono onorare la figura del nostro amatissimo Santo Padre Giovanni Paolo II, Figlio di questa terra e Pastore per molti anni di questa città di Cracovia”.
Card. Stanislaw Dziwisz
“Sono ammirato per queste commoventi immagini, che fanno rivivere con intensità le emozioni che si provavano nel contatto con Sua Santità”.
Sen. Giulio Andreotti
“Il modello esposto si presta a farci rivivere intimamente momenti di preghiera e di meditazione. Ringrazio l’architetto Gaetano Callocchia per aver concesso al Museo arcidiocesano l’anteprima della presentazione per il monumento-chiesa a Giovanni Paolo II, con l’augurio che venga realizzato al più presto”.
“La caratteristica principale della personalità del Papa si esprimeva nel suo sorriso, nel clima d’amore, bontà e calore che emanava dalla Sua persona. Ma questo è molto difficile da far percepire in un quadro o in una scultura. Al contrario, Lorenzo D’Andrea è riuscito a trasmettere tali percezioni dello spirito”.
Mons. Andrzej Jozef Nowobilski
“I quadri di Giovanni Paolo II sono belli non solo nella loro espressione artistica. Il pittore fa sì che il Servo di Dio ci conduca sulla via della sua lunga e ricca vita, accentuando gli aspetti che per lui significano molto: la preghiera, la meditazione, la riflessione, l’incontro, la gioia, la sofferenza, la malattia. I quadri di D’Andrea rendono vivo il Papa….. Le stesse sensazioni sono percepibili nel progetto per il monumento-chiesa a Giovanni Paolo II dell’architetto Callocchia il quale, ispirandosi alla figura del Papa sorretto dalla Croce e raccolto sotto il mantello, ha proposto un monumento-chiesa altamente comunicativo, essenziale nella forma, atto a sollecitare il raccoglimento, la preghiera, la meditazione”.
Zdzislaw J. Kijas
“Il progetto per il monumento potrebbe trasformarsi in un progetto per la costruzione di una chiesa. Il costrutto è ardito e astratto, altamente comunicativo: il bianco manto del Papa e la croce sottile levata come stendardo, più ancora che come croce astile”.
Mons. Giangiulio Radivo
“Giovanni Paolo II ci è entrato dentro perché ha amato e si è lasciato amare. E’ entrato nel cuore di tutti e vi è rimasto, con le tinte e le sfumature delicate di queste tele che lo raffigurano”.
Ernesto Olivero
UFFICIO STAMPA DI "DESIGN&PITTURA IN MOSTRA":
Elisabetta Lo Iacono - cell. 335.5610257
e-mail: elisabetta.loiacono@tin.it

Risposte


Nessuna risposta trovata!