Mostre: Elios - Borgo Cardigliano

Di: degiovanniluigi | 26/09/2020 17:54:26
ELIOS
Personale di pittura di Luigi De Giovanni
…il luogo e l’arte, la terra e l’artista in un’alchimia che proprio nella luce trova la sua essenza…
Presentazione: Toti Carpentieri - “Immaginare paesaggi al limite dell’astrazione”
Dal 20 luglio al 5 agosto 2006
Sala degli ulivi - Borgo Cardigliano – Specchia
Vernissage 20 luglio, ore 20,00
Interverranno
On. Antonio Lia Sindaco Città di Specchia
Francesco Caccetta Assessore alla Cultura Città di Specchia
Massimo Rota Amministratore Borgo Cardigliano
Toti Carpentieri critico d’arte
Giusy Petracca presidente Associazione Raggio Verde
Coordina
il giornalista Maurizio Antonazzo
Borgo Cardigliano - 20 luglio 2006 - ore 20,00
Con la partecipazione straordinaria del soprano Ju Hae- Min accompagnata dalla chitarra classica di Patrizia Sambati
In repertorio:
Ombre Amene di Mauro Giuliani,
Bachianas Brazileiras n.5 di Heitor Villa-Lobos,
La tarara di Federico Garcia Lorca,
Plaisir d’amour di Giovanni Martini
ELIOS
…il luogo e l’arte, la terra e l’artista in un’alchimia che proprio nella luce trova la sua essenza…
Un luogo dà vita ad un artista e questi ne diventa l’espressione, l’humus loci di quel posto l’accompagna, gli suggerisce luci, colori, sentimenti, anima.
Elios è il titolo di questa mostra, perché il variare della luce è ciò che ricerca Luigi De Giovanni nelle sue opere, perché il sole è motore della vita, luce e ombra delle cose.
Il Salento è luce e Specchia, borgo che ha dato i natali all’artista, (Specla) è cumulo di pietre che riflettono la luce che lo colpisce e la riverbera sulle cose che in un istante si animano di vita in modo tale che l’artista possa fissarla nei quadri.
L’arte di De Giovanni è racconto concatenato di luce, luogo e colori.
Le opere in mostra, non necessariamente solo paesaggi, sono riconducibili al Salento, ma in esse, nella loro multiforme luce che palesa allo spettatore un luogo, spesso dell’animo, si avverte questa, da lui amatissima, terra.
Gli alberi, contorti dal tempo, degli ulivi, la terra rossa, i fiori, i colori, le luci dei dipinti raccontano di questa terra in un rimando costante che porta al tempo che passa e all’immutata natura.
Cardigliano è una piccola parte di Specchia ma ne è l’essenza concettuale, infatti, in esso si ritrovano tutte le antiche fatiche degli Specchiesi fissate in una struttura che, se pur riattata, conserva intatte le simbologie e gli elementi della vita contadina e della lavorazione del tabacco.
Oggi è un posto elegante, bello, razionalmente ristrutturato nel rispetto dell’esistente e dell’ambiente, adibito a vacanze, convegni e arte.
Le opere dell’artista, cantico alla natura, sono esposte nella “Sala degli Ulivi e il critico d’arte Toti Carpentieri ne dà una lettura che è proprio un riscoprire l’interiorità dell’artista legato al luogo. F. Murgia
<< IMMAGINARE GIARDINI AL LIMITE DELL’ASTRAZIONE
Nel testo scritto nel millenovecentonovantanove per “Luci del paesaggio pugliese. Tra miti, realtà e riferimenti”, la rassegna tenutasi a Bari in occasione della seconda edizione di “Art&Maggio”, ad un certo punto, dopo aver ricordato alcune affermazioni legate alle specificità della nostra attenzione nei confronti del paesaggio (quelle edizioni californiane di “Immagine Puglia” all’inizio degli anni Novanta) e non senza aver pensato a quelle “suggestioni della natura” cui faceva riferimento Vincenzo Ciardo in Piccolo cabotaggio riferendosi agli artisti pugliesi, ci chiedevamo: “Ben oltre la ‘forma’, quindi, qual è il senso del paesaggio?”.
Quesito, questo, che si ripropone oggi in tutta la sua attualità nell’osservazione dei lavori di Luigi De Giovanni che costituiscono il percorso espositivo di questo nuovo incontro/ritorno, nel quale in maniera quanto mai accentuata l’occhio sembra muoversi dal generale al particolare, in una sorta di zoomata che lo porta a fermarsi sulla naturalità floreale e sulle sue molteplici e variopinte manifestazioni. Ampliandosi, anche, per tutto un susseguirsi di richiami (il loro riaffiorare dal mare della memoria) che mettono insieme le “grottesche” e Giovanni da Udine, ma anche i fioranti napoletani, il “Talismano” -quel piccolo paesaggio a colori puri dipinto da Paul Sérusier sul coperchio di una scatola per sigari nel milleottocentottantotto- e infine la “Rosa nera” di Georges Braque e “A che punto siamo con i fiori” di Concetto Pozzati. Rivendicando, quasi, e ben oltre la disputa tra specie e sottospecie, quell’autonomia di “genere” tanto ricercata nel Seicento.
Così, ben oltre le leggibili ed aspre raffigurazioni che accomunano il paesaggio pugliese di Specchia e la geografia isolana dell’Ogliastra e di Seulo, e del crescendo cromatico di una natura aggrovigliata ed intricata, è sulla suggestione delle presenze floreali che Luigi De Giovanni manifesta il suo essere pittore (l’organica proposta di questa “particolare” mostra salentina), anche se certe immagini –qui non esposte- nelle quali la natura diviene segno, consentendo alla gestualità di appropriarsi dell’opera in tutta la sua interezza e significazione, sembrano aprire a nuove e personali soluzioni.
E in un rincorrersi di bianchi e di blu, di rossi e di gialli, di aranci, di verdi, di viola, di infinite variazioni cerulee e trasparenze ialine, il pittore costruisce –grazie ad una particolare sensibilità compositiva- giardini immaginari (ma fino a qual punto?) al limite dell’astrazione, fermando così sulla tela financo le fioriture troppo brevi e consentendo alla luce –protagonista assoluta delle sue opere- di manifestarsi, tra forme e colori, come il corpo stesso della materia. In una sorta di permanente e riprovata fedeltà alla natura che, svelando e testimoniando la bellezza, sembra accrescere ogni plausibile coinvolgimento sensoriale, fino a farci percepire –muovendoci tra i dipinti- quel “tenue profumo di primavera” di cui scriveva Nicola Lisi, vivace reminiscenza di un’età ormai divenuta memoria. Toti Carpentieri >>
Borgo Cardigliano - 73040 Specchia (LE) - S.P. 374 (ex.S.S.474) Miggiano-Taurisano - tel.fax. 0833.53.95.99
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