Arte e Design

Di: Andrea Cirino | 26/09/2020 17:03:21
Salve a tutti. Apro questo argomento perchè mi farebbe molto piacere conoscere il pensiero diffuso a proposito dell'argomento "Arte e Design" e se altri, come me, vedono in questo binomio un legame inscindibile.
Io posto ora il mio pensiero e spero che molti altri facciano lo stesso in modo del tutto libero. Mi piacerebbe che il dialogo crescesse con i vostri contributi e che l'argomento venga approfondito e ampliato.
Secondo me tutto lo scenario internazionale del Disegno Industriale è l’emblema del banale e del consumismo. La vera ricerca intellettuale nel campo delle arti espressive, se esiste, è nascosta da qualche parte, messa in ombra da un errata interpretazione del valore delle cose. Dal mio punto di vista “Less is more” è stato preso troppo alla lettera.
Ciao a tutti, Andrea!

Risposte



Risposta rapida:
L'argomento è interessante ma sinceramente non ho capito come l'hai posto tu.
Ovvero: dato che all'inizio parli di Arte e Design affermi che l'unica ricerca intellettuale vera sia rimasta solo nell'arte, dato che il design è "l'emblema del banale e del consumismo"?
Se così fosse non sono assolutamente d'accordo.
Tanto per cominciare perché, a mio parere, design e arte, per quanto a volte si avvicinino sono due cose che ho sempre considerato abbastanza divise: il design, infatti, è un progetto pensato per essere riprodotto serialmente. In un certo qual modo esso non è scindibile dalla sua natura di bene di consumo. L'arte, invece, malgrado ci siano state opere che hanno fatto della riproduzione in serie uno dei proprio valori (la pop art, per esempio), non si comporta di certo allo stesso modo (spesso risponde a domande diverse da quelle del prodotto di design).
L'emblema del banale e del consumismo, dici poi. Perché? Grazie al cielo il design non è styling. Il design non è Starck. Hai mai pensato, per esempio, a quale sia la situazione della ricerca di design in Italia?

Di: TCK | 26/09/2020 17:03:21


Ciao, sono molto contento che tu mi abbia risposto e cercherò subito di chiarire il mio pensiero.
Per prima cosa preciso che non ho fatto distinzione tra Arte e Design ma la mia critica è rivolta a tutto lo scenario delle Arti Espressive(Disegno Industriale, Artigianato, Pittura, Scultura e a qualsiasi altro mezzo espressivo).
Io, nella mia personale interpretazione, credo che qualsiasi gesto umano volto ad esprimere le proprie ricerche concettuali e le proprie emozioni meriti di rientrare sotto la definizione di Arte. Il modo materiale in cui si esprimono queste componenti astratte, che sia una performance, una grafica, un architettura, ecc..., non è altro che un mezzo. Andando indietro nel tempo, all'antica Grecia per esempio, possiamo avere un esempio tangibile del mio pensiero; tutti i mezzi espressivi facevano parte di uno stesso stistema, concretizzato nel classicismo; un perfetto esempio di "confluenza delle arti" come teorizzato da Van de Velde.
Non penso che la serialità sia una discriminante per dire che arte e design non fanno parte della stessa famiglia.
Anzi penso che per ogni epoca esista un mezzo di espressione/arte più adatto degli altri e andando a vedere la nostra epoca, basato sul consumo, direi che la progettazione di oggetti espressivi/design sia il più adeguato per raggiungere più gente possibile.
Per emblema del banale e del consumismo intendo la mancanza di complessità, in termini sistemici, sia nella ricerca che nella resa pratica.
Concludo che dopo anni di studio e una laurea in Disegno Industriale mi sento di affermare che gli unici da cui ho imparato moltissimo sentendoli parlare sono geni come Andrea Branzi, Gaetano Pesce, Mario Botta e altri, che nonostante tutte le loro qualità non possono di certo vantare la giovinezza.
Sarei felicissimo se persone gentili e disponibili come te potessero mostrarmi e farmi conoscere interessanti esempi della ricerca del design italiano contemporaneo.

Di: Andrea Cirino | 26/09/2020 17:03:21


In realtà avrei voluto risponderti prima ma poi tra gli impegni vari mi sono totalmente dimenticato del topic.
[USER]Andrea Cirino[/USER]

Io, nella mia personale interpretazione, credo che qualsiasi gesto umano volto ad esprimere le proprie ricerche concettuali e le proprie emozioni meriti di rientrare sotto la definizione di Arte. Il modo materiale in cui si esprimono queste componenti astratte, che sia una performance, una grafica, un architettura, ecc..., non è altro che un mezzo.

Ma è proprio questo il punto. Io tramite il design, non dico sempre ma quasi, sto facendo un lavoro su commissione che risponde ai bisogni (quasi sempre commerciali) del committente, non sto certo esprimendo le mie emozioni.
Penso cambi il tipo di approccio alla "creazione", al di là della questione del mezzo. Non si tratta di mezzo, quanto di fine. È vero che con la grafica io posso fare arte, ma appunto sto facendo grafica "fine a sé stessa", non certo un'immagine coordinata. :P
Non mi considero un artista, e non mi considererò mai tale. Sono un progettista.
Per il discorso sulla ricerca prova a dare un'occhiata qui se non conosci già:
http://www.sistemadesignitalia.it
Tra l'altro è da un po' di tempo che stiamo curando una pubblicazione (un report) sulla ricerca di design in Italia, quando sarà pronta sarà possibile scaricarla in versione integrale. Dovrebbe dare più o meno idea di quale sia la situazione della ricerca italiana e come sia diffusa sul territorio nazionale.

Di: TCK | 26/09/2020 17:03:21


Ti ringrazio per i link andrò sicuramente a curiosare...
Comunque mi pare che si sia trovato il fulcro del discorso, cioè il tipo di approccio alla "creazione".
Potrei quindi domandare a chiunque abbia un opinione personale sull'argomento quale sia oggi il "mezzo" migliore per esprimere se stessi e le proprie ricerche e quale dovrebbe essere il "fine" del disegno industriale.
Il mio credo si sia già intuito...Comunque penso che sia possibile convogliare diversi tipi di ricerca, concettuale/filosofica ed emozionale, in un unico oggetto seriale, funzionale e sostenibile...
Vedi la complessità di cui parlavo prima, che secondo manca oggi, sta proprio nel riuscire a far convivere e cooperare insieme questi elementi. Io ho provato a farlo nel mio ultimo lavoro, quello per la tesi, e sono molto soddisfatto...anche se per prima cosa ho capito che ho ancora molto da fare prima di riuscire a padroneggiare bene questo linguaggio fatto di tanti input.
Bene, a presto...
P.s. Invito ancora a scrivere, sono molto curioso di conoscere nuovi punti di vista e interpretazioni alternative.

Di: Andrea Cirino | 26/09/2020 17:03:21


Ciao, la discussione è molto interessante. Anche io penso che il connubbio arte e design sia da sostenere, perchè nel mercato del design industriale c'è una omologazione di idee che non emoziona più. L'arte deve creare emozioni, il design vende per emozionare si dovrebbe progettare rimanendo in equilibrio tra i due concetti.

Di: Aska | 26/09/2020 17:04:21

Grandi nomi

Il discorso è interessante perchè certamente c'è un'interimpollinazione tra arte e design.
Sul soggetto vi consiglio di spendere dieci minuti e guardare qui, dove c'è una risposta da varie prospettive a questa domanda:
http://www.televisionet.tv/it/canale/lifestyle/giulio-cappellini---parte-1-2
http://www.televisionet.tv/it/canale/lifestyle/sign-of-design--paola-navone---parte-1-2
http://www.televisionet.tv/it/canale/lifestyle/sign-of-design--marcel-wanders---parte-1-2
http://www.televisionet.tv/it/canale/lifestyle/sign-of-design--aldo-cibic---parte-1-2
http://www.televisionet.tv/it/canale/lifestyle/sign-of-design--michele-de-lucchi---parte-1-2

Di: dario negri | 26/09/2020 17:04:21