Eventi: Albedo - Roma

LORENZO CASALI

ALBEDO


dal 24 febbraio 2006 ore 19
e fino al 25 marzo 2006

via Panisperna, 100
00184 Roma

dal martedì al sabato dalle ore 17 alle 20
per informazioni
06 4824389 - 392 0318164
info@spaziosenzatitolo.org
http://www.spaziosenzatitolo.org

catalogo in galleria


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"Qualcosa ci dice che gli edifici sovradimensionati gettano già in anticipo l´ombra della loro distruzione e, sin dall´inizio, sono concepiti in vista della loro futura esistenza di rovine"
W.G. Sebald, Austerlitz


Lorenzo Casali è un giovane scultore. Crede nella luce che favorisce la materia e può dare profondità e volume a impressioni che restano consegnate alle due dimensioni. Lavora con la luce sul tema della ricomposizione e del recupero in un mondo in cui tutto, quello che è dentro non meno di ciò che è fuori di noi, è condannato ineluttabilmente alla sparizione, alla demolizione, all´annientamento. Non si oppone alla tendenza ma la asseconda per dare ordine al suo progetto. L´ordine è ripetizione. Qui ha origine la scelta della serigrafia nell´intento di realizzare multipli attraverso cui controllare superfici e materia. Usare il colore equivale a dare spessore, significa guardare il mondo che cambia attraverso una matrice che permetta di sondare in profondità. La lettura è articolata come può essere lo studio di un rilievo stratigrafico. L´obiettivo finale è complesso e il procedimento è archeologico, diretto a recuperare forme e strutture portandole ad emergere da un tutto indistinto.

La distruzione di un contesto urbano familiare o la demolizione dei grandi caseggiati di Budapest o di Lisbona sono un pretesto, alibi o metafora, sono un modo per parlare del senso di perdita che invade questo mondo che è per noi ora (a nostra disposizione ?) e sta per scomparire. Ciò che resta è l´immagine mentale, un´ombra impressa fatta della stessa materia dei ricordi e dei sogni. Quell´ombra persiste sui muri dello spazio come la traccia luminosa sulla retina e dà continuità ad una realtà fittizia fatta di incidenti isolati. Quell´ombra è l´alone dell´ultima luce del giorno che resta nello sguardo cieco, a palpebre chiuse, prima di cadere nel vuoto della notte.

Gli intonaci esposti sono solo resti e reliquie, certificano la verità degli eventi narrati come corpi, accolti nella morgue dell´ artista, docili al bisturi che ne scarifica i tessuti per trarne la linfa e indagarne la storia vissuta. Tolti dal contesto assurgono al ruolo di reperti, privati della funzione d'origine e diventano elementi in grado di legare lo sguardo della memoria alla semplice riproduzione meccanica del video. Il video, infine, è paragonabile nella sintassi narrativa, a un flashback. È la soluzione di un mistero che non ha mai preteso di essere tale. Come la vita, il video vive, nella forma, il suo tempo e rende evidente e ridondante il meccanismo della ripetizione. Troviamo in esso tracce dei documentari di città assediate e rase al suolo dai bombardamenti, dei filmati naturalistici girati a passo uno per raccontare, in pochi secondi, la vita e la morte di un organismo e perfino dei videogames come Arkanoid in cui lo scopo è distruggere tutti i mattoni con la pallina che rimbalza sullo schermo elettronico. Nel doppio punto di vista del video bianconero e colore, in una parvenza alterata delle classiche vedute stereoscopiche, nel braccio meccanico che produce macerie, nella polvere che si leva alta e nel minuscolo getto d´acqua che contiene a stento il fastidio di quei vapori, torna costante il tema di un agire che è ripetizione ma è anche distanza della esperienza dal ricordo, dei fantasmi dalla vita.

Non resta che seguire l´azione e inseguirne la forma per inseguire il tempo.


Massimo Arioli


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Lorenzo Casali è nato a Tradate (VA) nel 1980. Ha seguito il corso di scultura all´Accademia di Brera a Milano dove si è diplomato nel 2004 con una tesi dal titolo La memoria dell´abitazione sui lavori di Gordon Matta Clark e di Rachel Whiteread. Nel 2005 ha ideato e realizzato con Massimo Moca il progetto pilota di Contesto, interventi per luogo specifico a Navelli (AQ). Vive e lavora a Saronno (VA). Albedo è la sua prima mostra personale.



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